Author: nico.ben
Date: 2009-01-15 14:47:39 -0500 (Thu, 15 Jan 2009)
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+++ doc/trunk/reference/it-IT/part3.po 2009-01-15 19:47:39 UTC (rev 994)
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"Project-Id-Version: master.xml\n"
"Report-Msgid-Bugs-To:
http://bugs.kde.org\n"
"POT-Creation-Date: 2008-12-19 20:26+0000\n"
-"PO-Revision-Date: 2008-12-24 19:30+0100\n"
+"PO-Revision-Date: 2009-01-15 20:46+0100\n"
"Last-Translator: Nicola Benaglia <nico.benaz(a)gmail.com>\n"
"Language-Team: none\n"
"MIME-Version: 1.0\n"
@@ -31,7 +31,7 @@
#: part3.xml:15
#, no-c-format
msgid "The obvious benefit of this approach is that
<emphasis>any</emphasis> IDE can provide autocompletion, validation and
refactoring without the need for special tooling. But there is a second,
less-immediately-obvious, benefit. It turns out that when you start thinking of
identifying objects, events or interceptors via annotations instead of names, you have an
opportunity to lift the semantic level of your code."
-msgstr "L'ovvio beneficio di questo approccio è che
<emphasis>qualunque</emphasis> IDE può fornire autocompletamento, validazione
e refactoring senza che sia necessario realizzare dei tools appositi. Ma c'è un
secondo beneficio meno immediatamente ovvio. Si scopre che quando si incomincia a pensare
di identificare oggetti, eventi o interceptor usando annotazioni invece di nomi, si ha
l'opportunità di elevare il livello semantico del proprio codice."
+msgstr "L'ovvio beneficio di questo approccio è che
<emphasis>qualunque</emphasis> IDE può fornire autocompletamento, validazione
e refactoring senza che sia necessario realizzare dei tool appositi. Ma c'è un secondo
beneficio meno immediatamente ovvio. Si scopre che quando si incomincia a pensare di
identificare oggetti, eventi o interceptor usando annotazioni invece di nomi, si ha
l'opportunità di elevare il livello semantico del proprio codice."
#. Tag: para
#: part3.xml:21